Karenina

Sola in scena con un pianoforte, Sonia Bergamasco rievoca la passione divoratrice dell’eroina del dramma di Tolstoj, sostenuta dalla regia di Giuseppe Bertolucci. Da vedere

Sonia Bergamasco

Milano , 2012-01-13 12:04:00

Un’attrice di rara sensibilità e un regista che ha sempre fatto del monologo, quasi reinventandone il genere, un vero e proprio corpo a corpo con l’interprete. L’attrice è Sonia Bergamasco che ha appena finito  di girare Noi due, il nuovo, atteso film di Bernardo Bertolucci, in scena al Franco Parenti con Karenina, prove aperte d’infelicità  da lei scritto con Emanuele Trevi non solo rifacendosi al celeberrimo romanzo di Tolstoj, ma ricostruendone la genesi con l’aiuto delle note dello scrittore stesso e delle lettere da lui scritte alla moglie. Lui è Giuseppe Bertolucci, sceneggiatore e drammaturgo regista di cinema e di teatro (è stato lui, praticamente, a rivelare Benigni a se stesso molti anni fa), fratello di Bernardo e intelligente scandagliatore delle intermittenze del cuore soprattutto femminile.

Dalla loro collaborazione e da quella con Emanuele Trevi è nato uno spettacolo singolare, su e giù lungo la scala musicale che scandisce la vita di un personaggio esemplare, che - ci si dice - deve molto anche a un racconto incompiuto di Puskin. Eccola dunque questa splendente Karenina impastata di letteratura e di inquietudine,  vittima e carnefice  spinta da una passione devastante e da un cupio dissolvi senza speranza. Una specie di sonata tragica spettrale e sanguigna allo stesso tempo, un vis à vis con chi non vediamo ma continuamente e inutilmente evocato, il bell’ufficiale Vronskij suo amante,  quando ormai ogni passione è spenta.

Minuta, i lunghi capelli  biondi usati come arma di fascinazione, Sonia Bergamasco  riempie di sé tutto il palcoscenico in perenne tensione e reazione con i momenti che scandiscono la vita dell’infelice Karenina: la sua vita di bella ragazza ingombrante, il suo infelice matrimonio, la sua storia d’amore proibita e scandalosa, avendo come sparring partner solamente un pianoforte, una sorta di amante innocente da suonare, da aggredire, da accarezzare, in cui rifugiarsi alla fine nel buio evocando le ruote del treno che distruggeranno in un colpo solo la sua vita e la sua bellezza. 

L’attrice racconta tutto questo in terza persona, ma non c’è nulla di impersonale nella sua recitazione, che ci spinge,anzi, a entrare dentro i segreti della creazione artistica costellata non solo da folgorazioni irripetibili, ma anche da fatti quotidiani, dalla vita che ci sta attorno. Mai ovvia, spinta dal regista a giocare su più corde, Bergamasco si fa maschera e megafono di questo viaggio dentro il personaggio, che vuole prendersi tutta la scena per rivelarsi agli spettatori. Anche se è solo un lampo prima di precipitare nel nulla, proprio nel momento in cui – si direbbe – incontra davvero il suo autore. Da vedere.      

Visto al Teatro Franco Parenti di Milano. In scena fino al 5 febbraio 2012. Il 10 e 11 febbraio al Funaro (Pi)

_____

Karenina
Prove aperte d’infelicità
di Emanuele Trevi e Sonia Bergamasco
da Lev Tolstoj
Regia di Giuseppe Bertolucci
Con Sonia Bergamasco


(Maria Grazia Gregori)
Commenti (0)

Per commentare รจ necessario effettuare l'accesso.


Commenti Facebook