Ritorna per la XII edizione il festival diretto da Beppe Navello, ambientato a Torino e nelle antiche residenze sabaude. Peeping Tom, Blanca Li, Dudapaiva, Danish Dance Theatre e lo Zio Vanja di Emiliano Bronzino in cartellone dal 6 al 22 luglio
Torino , 04 Luglio 2012 -
Il castello di Rivoli, quelli di Racconigi e Moncalieri, la splendida Reggia di Venaria restaurata e persino l’antico real maneggio di Druento. Quando già il luogo reclama attenzione è più facile parlare di un festival come Teatro a Corte, giunto alla dodicesima edizione, che torna ad accendere i riflettori da venerdì 6 luglio nelle dimore sabaude del Piemonte.
Diretto da Beppe Navello e promosso tra gli altri dalla Fondazione Teatro Piemonte Europa, la rassegna ha i numeri del ghiotto appuntamento non solo per chi vuole godersi una fresca serata in luoghi carichi di storia e di bellezza ma anche per chi nutre verso il teatro una curiosità onnivora, che spazia dalla prosa alle arti circensi, dalla danza al teatro di figura; una finestra sulle proposte più originali che arrivano dall’Italia e dall’estero.
Un gustoso avant-programme attende il pubblico la sera di giovedì 5 luglio, quando alla Cavallerizza Reale di Torino (ore 20) sarà proiettato per la prima volta in Italia Le Defi, film del 2002 della coreografa ispano-francese Blanca Li. Con la regista, star della serata a ingresso gratuito sarà Amanda Lear, una vera icona per molti, che risponderà alle domande del pubblico al termine della proiezione. La stessa Blanca Li presenterà il giorno appresso e questa volta dal vivo la sua nuova creazione, Elektro Kif, ambientata come il film nelle banlieux francesi, dove i gruppi di danzatori si scontrano in sfide spettacolari. Nella sezione coreutica da segnalare anche l’arrivo di Peter Jasko, fondatore della compagnia Les Slovaks, Paolo Mohovic (sua la performance site specific allestita al castello di Rivoli il 22 luglio, dal titolo Tracce VII) e Barak Marshall, che presenterà il 14 luglio al castello di Racconigi la produzione Monger, dove il tema del potere viene analizzato da 10 interpreti partendo dalle Serve di Genet per arrivare a Gosford Park di Altman.
Tra i primi appuntamenti in cartellone venerdì 6 luglio – sempre alla Cavallerizza Reale – c’è When we meet again di Me and The Machine, giovane gruppo inglese formato nel 2008 da Sam Parson e Clara García Fraile all’Università di Brighton. Oltre che votata alla multidisciplinarietà, la cifra artistica della compagnia incrocia multimedialità e arti visive; due gli spettacoli giornalieri, il secondo dei quali allestito a mezzanotte in piazza Carlo Alberto, nel centro di Torino (repliche sabato e domenica). Me and The Machine fanno parte di Made in Uk, la vetrina che il festival dedica ogni anno a un Paese diverso; essendo il 2012 l’anno delle Olimpiadi di Londra, la scelta non poteva essere più appropriata. Da scoprire, dunque, anche la Protein Dance del coreografo italiano ma trapiantato in Gran Bretagna Luca Silvestrini, che presenta in anteprima il 13 e 14 luglio lo spettacolo LOL. Lots of Love, dedicato all’amore al tempo di Facebook. Il 19 e 20 tocca alla celebre artista scozzese Claire Cunningham, che danza con le stampelle a causa di un grave handicap fisico; il 19 e 20 presenterà l’assolo Me. Mobile/Evolution. In arrivo anche il nouveau cirque di Gandini Juggling, i progetti in 3D di Billy Cowie (un ritorno) e il Danish Dance Theatre diretto da sir Tim Rushton, che il 20 e 21 presenta in anteprima nazionale al Teatro Astra di Torino la sensuale coreografia Love Songs.
Se trasversalità dei generi e nouveau cirque sono due costanti della rassegna, non poteva mancare la compagnia belga Peeping Tom, che – sempre al Teatro Astra – presenta sabato 14 e domenica 15 luglio la nuova creazione For Rent, ambientata in un cupo ambiente borghese in cui personaggi e cose si muovono sull’ambiguo confine del reale/irreale. Virtuoso del movimento è a suo modo anche Dudapaiva, premiato con l’Hystrio nel 2011 proprio in virtù della sua precedente partecipazione al festival. Questo abilissimo e poetico danzatore un po’ brasiliano e un po’ olandese è protagonista di un teatro di figura in cui animatore e personaggio sono irresistibilmente attratti l’uno dagli altri, fino a fondersi in duetti sorprendenti in cui si fatica a riconoscere l’umano dal fantoccio (il suo Malediction va in scena domenica 8 al castello di Moncalieri). Per il nouveau cirque, corrente sviluppatasi in ambito francofono, diverse le attrazioni in cartellone, da Jeanne Mordoj, che mescola ancora il teatro di figura a pratiche circensi, mimo e performance, a Yoann Bourgeois, che mostra esempi di alta giocoleria al suono delle fughe di Bach; e poi i belgi Circocentrique, diventati già delle star Oltralpe, e la performer Chloé Moglia, che, dopo la sua esibizione, Rhizkon, incontrerà il pubblico per approfondire i temi della sua esibizione.
Ultimo, ma non ultimo, il Panorama Italia si apre a una nuova produzione della Fondazione Teatro Piemonte Europa come Zio Vanja di Cechov, diretta da Emiliano Bronzino, presentata in anteprima nazionale il 12 e 13 luglio in un luogo carico di atmosfera come l’ex maneggio reale di Druento. Alla Cavallerizza Reale, Teatro La Ribalta mette in scena il 7 luglio la nuova creazione Il Minotauro, con le coreografie di un’ex allieva di Pina Bausch, Julie Anne Stanzak, mentre il 19 Casarsa Teatro mostra in anteprima il suo Generale! O l’azione di un fucile, con i movimenti coreografici di Michela Lucenti. Le due compagnie sono le vincitrici del concorso My Dream, promosso dalla Fondazione CRT. In cartellone per l’Italia anche Itaca Teatro con Quinta Parete in Le intermittenze della morte, tratto da José Saramago, e Cirko Vertigo, con La luna in un giorno, che prende invece le mosse dai versi di Federico García Lorca.
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