Danza, drammaturgia, digitale. Le tre "d" di Romaeuropa 2012

Presentata la 27.ma edizione, ricca di grandi nomi della danza. Gli omaggi a John Cage e Philippe Glass. Per il teatro Massimiliano Civica, l'ungherese Mundruczó e quattro grandi registi

Roma , 12 Giugno 2012 -

Due mesi di spettacoli in otto luoghi della città. Romaeuropa festival diventa sempre più un progetto pervasivo e capillare, soprattutto in questa sua 27° edizione, presentata pochi giorni fa, che avrà luogo dal 25 settembre al 25 novembre prossimi. Due mesi di programmazione che hanno nel dna soprattutto la danza, la grande scena internazionale del teatro di movimento che si alternerà sui palcoscenici del teatro Argentina, del Palladium, del Teatro Eliseo, del Teatro Vascello. Akram Khan, Costanza Macras, Sasha Waltz & guests, Bill T. Jones, Virgilio Sieni e la compagnia israeliana Batsheva (che manca dai palchi italiani da vent’anni) sono i nomi più noti, ai quali si affianca la generazione italiana più recente per il progetto DNA: Francesca B. Vista, Alessandro Sciarroni e il Collettivo Cinetico di Franesca Pennini sono solo alcuni dei gruppi che presenteranno composizioni brevi nell’arco del festival.

Se la danza è uno dei “tarli” storici di Romaeuropa, l’altro è sicuramente la musica. Quest’anno spicca un lungo omaggio a John Cage, di cui ricorre il centenario della nascita, che tocca vari spettacoli: due omaggi musicali, la proiezione delle opere video di Nam June Pak, videoartista e storico collaboratore di Cage, e la coreografia del portoghese Rui Horta. E proprio la penisola iberica è uno dei focus di questa edizione di un festival in gran parte orientato alla scena internazionale, con la presenza dei coreografi spagnoli Daniel Abreu e Pablo Palacio con Muriel Romero. Il panorama della programmazione “musicale” è completato dall’ensemble Sentieri Selvaggi che incontra l’attrice francese Fanny Ardant e il duo di artisti contemporanei Masbedo. Ci sarà poi un omaggio a Philippe Glass e due rassegne all’interno della programmazione: l’ormai storica “Sensoralia”, dedicata alla musica elettronica e ospitata dal Brancaleone, e “Viva!”, rassegna di musica nuova realizzata in collaborazione con Radio 3.

Non manca di certo il teatro, con una speciale attenzione alla drammaturgia. Il festival romano torna a sostenere uno dei registi più interessanti della generazione recente, Massimiliano Civica, che mette da parte la sua ricerca shakespeariana per affrontare il testo di un drammaturgo contemporaneo, Soprattutto l’anguria di Armando Pirozzi. Mentre nel progetto Quiksand si affiancano quattro drammaturghi di vari Paesei: l’argentino Rafael Spregelburd (che quest’anno insegnerà all’École des Maîtres), Albert Ostermaier, Marius Von Mayenburg e Gian Maria Cervo. Dalla scena internazionale arriva pure l’ungherese Mundruczó, che traspone per le assi del palcoscenico Disgrace, il romanzo del premio Nobel sudafricano Coetzee.

Chiude la programmazione, in una sorta di staffetta ideale, la rassegna “Digitalife”, punto di vista privilegiato sul rapporto tra arte digitale e arte visiva che è ormai parte integrante dello sguardo del Romaeuropa sul panorama contemporaneo, a cui va riconosciuto di essere una delle poche realtà costantemente attenta a questa pionieristica intersezione tra campi dell’arte. Dal 15 novembre al 15 gennaio, tra l’Ex Gil di Trastevere, il Macro di Testaccio e l’Opificio Telecom Italia (sede della fondazione), saranno esposte opere, video e istallazioni digitali di molotissimi artisti, tra cui Marina Abramovic, Merce Cunningham, Thierry De Mey, Jan Fabre.

Www: Romaeuropa.net


(Graziano Graziani)

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