Fino al 3 marzo all’Istituto svizzero di Milano, la mostra della ticinese Margherita Palli. Un viaggio fra allestimenti che hanno fatto la storia del teatro italiano contemporaneo
Milano , 20 Febbraio 2012 -
Sarà perché l’italiano è la sola lingua in cui giocare non vuol dire anche recitare, ma giocare e basta, che il titolo “Giochi teatrali” scelto da Margherita Palli, grande scenografa d’origine ticinese, per la sua mostra “in scena” all’Istituto Svizzero di Milano, rischia di apparire un po’ misterioso. In realtà proprio di giochi si tratta: teatrini di carta che, costruiti con pazienza certosina, restituiscono al visitatore almeno un barlume del grande spettacolo che documentano come un gioco di carte dalla figure pazientemente inventate, una specie di lanterna magica all’interno della quale passano le immagini. Anche i grandi finestroni della sala sono schermati da riproduzioni che raffigurano alcuni spettacoli famosi di cui Margherita Palli ha creato le scenografie così come arricchiscono questa stanza dei sogni diapositive, disegni, fotografie, marionette: un inventario fantastico, quasi un arsenale delle apparizioni di ciò che la scenografa ha realizzato in tutta Europa dal 1984 a oggi.
Un colpo d’occhio impagabile che visualizza anche gli incontri che hanno contato davvero per lei: primo fra tutti quello con Luca Ronconi, con il quale Palli ha soprattutto lavorato sia nel teatro di prosa che nel teatro d’opera inventando spazi che restano nella storia del teatro come gli spettacoli per i quali sono stati realizzati. Dalla casa in muratura di Ignorabimus passando per le diapositive in movimento di Lolita, in grado di suggerirci il movimento della macchina da presa, dalla macchina del tempo di Strano interludio di O’Neill alle invenzioni luminose per Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare fino alla bambola di Nora pensata per Mariangela Melato in Nora alla prova, da Due commedie in commedia di Andreini a Quel Pasticciaccio brutto de via Merulana di Gadda fino al Ventaglio di Goldoni, al Mercante di Venezia di Shakespeare, alle strepitose costruzioni sceniche per il Prometeo di Eschilo... Oltre che con Ronconi, Margherita Palli ha anche lavorato con Cesare Lievi, Liliana Cavani, Mario Martone, Franco Branciaroli, curando anche allestimenti per mostre importanti sempre con Ronconi oppure con il celebre architetto Italo Rota, suo marito.
L’idea del laboratorio scenografico concepito come una bottega per inventare un palcoscenico delle meraviglie si nutre del rapporto diretto che Margherita ha con i suoi giovani collaboratori e, come direttrice del triennio di Scenografia alla NABA di Milano e di insegnante allo IUAV di Venezia, con i suoi molti allievi. Ecco allora piccoli tavoli e cubi trasformarsi in minuscoli palcoscenici virtuali per i suoi modellini, le sue invenzioni, il cane di Finale di partita, le casette in miniatura che popolano il mondo di Nora Helmer, il Falstaff verdiano, il magnifico Oberon che noi vediamo muovendoci guardinghi da un luogo all’altro, da un modellino a un disegno, a una foto, inseguiti dal canto del soprano Florence Foster Jenkins… Così, a poco a poco, entriamo dentro il mondo segreto di questa pluripremiata artista del nostro tempo, rintracciamo il filo rosso che guida le sue invenzioni teatrali e ci pare di coglierla davvero, the way of theatre di Margherita Palli.
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Giochi teatrali / Theatre Toys
Fino al 3 marzo 2012
Istituto Svizzero di Milano
via Vecchio Politecnico 3 (P.zza Cavour)
dal martedì al venerdì 11-17; sabato 14-18,chiuso lunedì, domenica e festivi
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