Debutta a Roma il nuovo spettacolo di Ascanio Celestini. A Torino, Laura Curino in Malapolvere, sull’avvelenamento da amianto a Casale Monferrato
Milano , 27/01/2012 -
C'è una vera quantità di debutti importanti, questa settimana. Si comincia martedì 31 con la “prima”, al Teatro Palladium di Roma, del nuovo spettacolo di Ascanio Celestini, Pro patria, senza prigione, senza processi: solo in scena, come sempre, l'attore-narratore dà voce a cinque personaggi, un odierno detenuto, i suoi due padri – uno autentico, l'altro ideale – un secondino e un immigrato africano. Si parla fra l'altro di galera, si parla del Risorgimento, coi suoi fallimenti, e della Repubblica Romana.
Sempre martedì 31, al Teatro Gobetti di Torino, Laura Curino è autrice e interprete di Malapolvere - veleni e antidoti per l'invisibile, anche questo un monologo, di forte ispirazione “civile”: ispirato al libro Mala polvere, affronta il drammatico problema dell'avvelenamento da amianto a Casale Monferrato, per il quale è in corso proprio in questo periodo il più grande processo mai celebrato in Italia per un disastro ambientale.
Non sono “prime” assolute, ma occasioni da non perdere anche i due debutti a Milano di Italianesi, l'ultimo spettacolo di Saverio La Ruina - sul dramma dei figli degli italiani rimasti intrappolati in Albania, dopo la guerra, all'avvento del regime - in scena da martedì 31 al CRT Teatro dell'Arte, e di Pali del duo Scimone-Sframeli, da giovedì 2 febbraio al Teatro Franco Parenti.
Da segnalare, mercoledì 1, l'Ubu roi di Alfred Jarry diretto e interpretato da Roberto Latini al Teatro Fabbricone di Prato: sul filo del consueto rapporto innovativo fra la recitazione, l'immagine, il suono, l'attore-regista - appassionato sperimentatore di sofisticate risorse tecnologiche - torna a Jarry e alla sua opera più emblematica, l'atto di nascita del teatro moderno, a sei anni di distanza dalla messinscena di Ubu incatenato.
Destano curiosità gli Shakespeare orientali presentati al Teatro Biondo di Palermo: dopo un Re Lear per attore solista interpretato dal taiwanese Wu Hsing-kuo nello stile dell'Opera di Pechino, da mercoledì 1 è la volta de La tempesta realizzata dall'ensemble coreano della Mokwha Repertory Company, un successo del Festival di Edimburgo. Il regista Tae-Suk Oh cala la vicenda nella storia e nei miti della sua terra. Lo stesso Tae-Suk Oh dirigerà, da mercoledì 8, un Macbeth co-prodotto con lo Stabile siciliano.
C'è una sottile corrente erotica che percorre Il ventaglio di Goldoni, secondo il regista Damiano Michieletto: quel ventaglio del titolo è un modesto oggetto-feticcio che tuttavia, passando da un personaggio all'altro, diventa emblema di un contagioso desiderio d'amore. Michieletto, che lavora in prevalenza nel teatro lirico, ha allestito la commedia con una compagnia di giovani attori. Da mercoledì 1, al Teatro Goldoni di Venezia.
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