Fra i debutti da seguire in settimana, ce n’è uno che si impone suo malgrado: quello dello spettacolo di Romeo Castellucci, “Sul concetto di volto nel figlio di Dio”, in scena a Milano. Di Renato Palazzi
Milano , 20/01/2012 -
Va in scena martedì 24 al Teatro Franco Parenti di Milano Sul concetto del volto nel figlio di Dio, l'ormai fin troppo celebre e (malamente) discusso spettacolo di Romeo Castellucci. Cosa si può aggiungere, ancora, a tutto quanto è già stato detto a proposito e a sproposito in questi giorni? Quali altri argomenti si possono portare al dibattito su una proposta teatrale che gira ormai da oltre un anno e mezzo, che si è rivolta agli spettatori più diversi - fra i quali, credo, vi saranno pur stati dei cattolici - e che finora, prima delle chiassate parigine, non aveva suscitato la minima reazione?
Per quanto mi riguarda, l'avevo visto a Dro nel luglio 2010, e non mi aveva del tutto convinto, per una serie di ragioni che ovviamente nulla hanno a che fare con le voci dell'intolleranza e della cieca rabbia che tuonano intorno a noi. Non mi interessa quindi “consigliarlo”: vorrei soltanto, caldamente e fermamente, invitare ad andarlo a vedere, perché cessi l'abitudine diffusa – questa sì, davvero insopportabile – di parlare, nel bene o nel male, delle cose del teatro senza conoscerle. Qualunque razionale discussione, qualunque critica più o meno motivata può riguardare unicamente ciò cui si è assistito di persona (e che ci si è almeno sforzati di comprendere).
Per il resto, proseguono fino a domenica 22 alla Galleria Toledo di Napoli le repliche di Radio Argo, il bell'adattamento di Peppino Mazzotta dell'Orestea di Eschilo, nella concitata riscrittura di Igor Esposito. I personaggi principali del ciclo degli Atridi, Ifigenia, Egisto, Agamennone, Clitemnestra, Cassandra, Oreste, tutti interpretati dal bravo Mazzotta, raccontano in chiavi diverse il proprio ruolo nella tragedia. Lo spettacolo ha vinto il premio dell'Associazione Nazionale dei Critici di Teatro.
Proseguono fino a domenica 29, al Teatro dell'Arte di Milano, anche le repliche di Ombre Wozzeck, un singolare allestimento del capolavoro di Büchner – e dell'opera di Berg, mescolata con musiche di altri compositori, da Schönberg a Mahler a Webern – in cui Claudio Morganti trasforma gli attori in ombre dietro un telo bianco. Morganti, figura “storica” del teatro italiano di ricerca, che qui è interprete e regista, lavora da anni intorno ai vari modi di affrontare questo testo dagli spunti inesauribili.
Giovedì 26, infine, al teatro Palladium di Roma, debutta la versione finale di un altro spettacolo che ha attraversato un lungo ciclo di “studi” e tappe preparatorie, Bestiale improvviso_ Sovrapposizione di stato della compagnia Santasangre, uno dei gruppi di punta della nuova scena di oggi. Il progetto è incentrato sui rapporti fra arte e scienza, in particolare sui temi dell'energia nucleare e delle trasformazioni della materia.
Da segnalare inoltre che Marco Baliani conduce questa settimana il Faber blog – La cultura raccontata da chi la fa nel sito del “Sole 24 ore” (http://faberblog.ilsole24ore.com).
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