In Due di noi, Lunetta Savino ed Emilio Solfrizzi danno corpo e credibilità ai personaggi creati dalla verve di Michael Frayn. Regia di Leo Muscato
Milano , 17/01/2012 -
Due di noi, tre atti unici, recitati da un’unica coppia di attori alle prese con tre momenti di vita matrimoniale. Protagonisti due attori amatissimi dal pubblico come Lunetta Savino (la famosa Cettina di Un medico in famiglia) ed Emilio Solfrizzi (reduce dal successo della terza serie di Tutti pazzi per amore).
Rappresentata per la prima volta a Londra nel 1970, la pièce – di un grande della drammaturgia come Michael Frayn (noto poi in tutto il mondo grazie al successo di Rumori fuori scena) –mantiene una freschezza pressoché intatta. E ha dato a Solfrizzi l’occasione di tornare in teatro dopo anni di lontananza dal palcoscenico, un ritorno fortemente sostenuto dalla Savino. “Mi è stato proposto questo testo dal regista Leo Muscato, con il quale avevo fatto altre cose in passato, e ho pensato che Emilio fosse perfetto.”
Per la Savino la commedia non è per nulla datata, grazie alla bravura dell’autore. “L’attualità di questo testo è l’attualità di chi sa scrivere”, afferma. “Frayn ha il dono di tratteggiare delle situazioni tipiche che ancora oggi scatenano l’ilarità del pubblico. Perché sono situazioni nelle quali la gente si riconosce.”
Si va dalla coppia esasperata dalle notti insonni per colpa del figlioletto piangente, che torna a Venezia nella stessa camera d'albergo della luna di miele nella speranza di riaccendere la passione (Black and silver), alla comunicazione di coppia ridotta a zero dove la moglie, che ha dedicato l’intera esistenza alla carriera dell’algido consorte, annullandosi, non può che consolarsi con una bottiglia di gin, conversando, surrealmente, con il piede del marito, unica parte del suo corpo a tradire qualche emozione (Mr. Foot), fino all’ultima situazione, Chinamen, un vero e proprio virtuosismo drammaturgico e attorale: marito e moglie dovranno gestire un’imbarazzante serata avendo invitato a cena, per errore, una coppia di amici da poco separati e il nuovo compagno di lei. Qui i due attori, grazie a un perfetto meccanismo di entrate, uscite e travestimenti, si trovano a interpretare cinque ruoli diversi.
Si ride, e anche molto, grazie alla sintonia dei due attori. “Qualcuno ci ha detto che questo non sembra uno spettacolo al debutto”, ha osservato Solfrizzi, “per me è il miglior complimento. Con Lunetta c’è una grandissima stima ed è un piacere lavorare con lei”
Leo Muscato, che ha sfrondato un po’ l’adattamento da connotazioni prettamente british, dirige abilmente i due bravi protagonisti tanto da farli diventare “due di noi”. La scenografia fissa che diventa camera d’albergo o sala da pranzo, grazie a un abile gioco di luci è di Antonio Panzuto. Costumi di Barbara Bessi, luci di Alessandro Verazzi, musiche originali di Alessandro Sironi.
Visto al Teatro Manzoni di Milano. In scena fino al 29 gennaio 2012
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