Bestie da ballo

Tra i debutti più attesi della settimana, "Non ci uccidono così anche i cavalli?" in scena a Parma. Da vedere anche "L'Opera da tre soldi" con la regia di De Fusco a Napoli, "Atto finale - Flaubert" di Mario Perrotta a San Lazzaro, "Lo schifo" di Massini a Prato e "Aldo Morto" di Daniele Timpano a Milano

Non si uccidono così anche i cavalli?

Milano , 13/01/2012 -

Non si uccidono così anche i cavalli? è un famoso film realizzato da Sidney Pollack alla fine degli anni Sessanta, e ispirato a un romanzo dello scrittore americano Horace McCoy: vi si descrivono le estenuanti maratone di ballo in cui si impegnavano per giorni e giorni dei poveracci che tentavano così di sbarcare il lunario, all'epoca della Grande Crisi. Di crisi in crisi, la stessa situazione viene ora riproposta - da sabato 14 - al Teatro Due di Parma, con una compagnia mista di attori e danzatori sotto la guida di Gigi Dall'Aglio e con le coreografie di Michela Lucenti.

L'opera da tre soldi di Bertolt Brecht e Kurt Weill, con la regia di Luca De Fusco, la traduzione di Paola Capriolo e la scenografia di Fabrizio Plessi, era stata quest'estate fra gli appuntamenti più significativi dell'ultima edizione del Napoli Teatro Festival Italia: lo spettacolo torna in scena da martedì 17 al Teatro San Carlo di Napoli, protagonisti Massimo Ranieri, Gaia Aprea, Lina Sastri, con l'accompagnamento dell'orchestra del San Carlo, diretta da Francesco Lanzillotta.

Atto finale - Flaubert di Mario Perrotta è il punto d'arrivo della “Trilogia sull'individuo sociale”, in cui l'attore pugliese ha affrontato via via Il misantropo di Molière e I cavalieri di Aristofane, e per la quale ha recentemente vinto un premio Ubu: ispirato al Bouvard e Pécuchet di Flaubert, lo spettacolo trasforma i due impiegati parigini in due auto-reclusi volontari che cercano inutilmente nel web una risposta alla loro solitudine. Dopo l'anteprima di settembre al festival Castel dei Mondi di Andria, il debutto è mercoledì 18 all'ITC Teatro di San Lazzaro di Savena.

Lo schifo, il testo di Stefano Massini allestito dall'autore stesso al Teatro Metastasio di Prato, dove è in programma da giovedì 19, ha un sottotitolo eloquente: omicidio non casuale di Ilaria Alpi nella nostra ventunesima regione. Alla sanguinosa fine della giornalista Rai, ai traffici, alle collusioni, agli affari loschi da lei scoperti in una Somalia ancora segnata dall'impronta coloniale italiana, per i quali fu spietatamente uccisa, è dedicato questo aspro spaccato interpretato da Lucilla Morlacchi, affiancata da Luisa Cattaneo.

Daniele Timpano è un singolare attore-non attore, una figura stralunata, vagamente surreale, un autodidatta della recitazione che proprio dalla sua assenza di regole trae spunto per affrontare spesso dei temi “scomodi” in un modo altrettanto “scomodo” e personale: da giovedì 19 sarà al Teatro i di Milano col suo nuovo lavoro, Aldo Morto, una riflessione sull'uccisione di Moro e sugli anni del terrorismo in cui un artista nato proprio allora ricostruisce irriguardosamente l'impatto che quegli avvenimenti hanno avuto sul nostro immaginario collettivo.


(Renato Palazzi)

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