Il regista, direttore dello Stabile di Roma, debutta nella pièce di Pirandello. Al debutto anche Isabella Ragonese in Orlando
Milano , 06/01/2012 -
L’Orlando di Virginia Woolf è la biografia fantastica di un personaggio che trascende i confini del tempo e dell’identità sessuale, che inizia il proprio viaggio come un giovane cortigiano, nell’Inghilterra elisabettiana, e lo termina come donna e come poetessa nel 1928. La vicenda, già portata più volte alla ribalta e sullo schermo – da ricordare l’abbacinante messinscena di Bob Wilson, e il film di Sally Potter – viene ora rappresentata da Emanuela Giordano con la talentuosa Isabella Ragonese protagonista. La “prima” venerdì 6 al Teatro del Giglio di Lucca.
Tutto per bene non è, all’apparenza, fra le opere maggiori di Pirandello, ma è di fatto uno dei suoi testi più feroci. Il caso di Martino Lori, che scopre di essere stato devoto alla memoria di una moglie che lo tradiva, e di avere amato una figlia che non era la sua, vivendo senza accorgersene una vita che non gli apparteneva, ed essendo l’unico a non saperlo, diventa per lui una trappola inesorabile: appresa la verità, non può tornare al passato, né affrontare un futuro privo di illusioni. Gabriele Lavia ne è interprete e regista, da domenica 8 al Teatro Argentina di Roma.
La modestia è uno dei testi più sorprendenti del grande autore argentino Rafael Spregelburd. Vi si incrociano enigmaticamente due trame complesse, lontane fra loro nel tempo e nello spazio - una si svolge nella Russia sovietica, l’altra nella Buenos Aires di oggi - ma misteriosamente ambientate nello stesso appartamento, e affidate alle stesse due coppie di attori: ne esce uno straordinario gioco di sottili variazioni interpretative, condotto da quattro autentici “mostri” del palcoscenico, Francesca Ciocchetti, Paolo Pierobon, Maria Paiato, Fausto Russo Alesi, e orchestrato da un’aguzza regia di Ronconi. Da martedì 10 al Teatro Grassi di Milano.
Discepoli ed eredi di Leo De Berardinis, Elena Bucci e Marco Sgrosso con la loro compagnia Le belle bandiere non si stancano di cercare una propria strada personale - contemporanea, ma senza forzature esteriori - ai grandi classici. Quest’anno affrontano l’Antigone di Sofocle, ovvero la tragedia del contrasto fra la pietà e il rigore, fra i dettami degli dei e la legge dello Stato: un testo che per mille aspetti è sempre attuale nella sua lucidità dimostrativa. Lo spettacolo debutta martedì 10 al Teatro Sociale di Brescia.
Continua il felice percorso “Dentro l’anima russa” su cui è incentrata buona parte della stagione del Teatro Franco Parenti di Milano: da mercoledì 11 una delle attrici più dotate della scena italiana odierna, Sonia Bergamasco, presenta Karénina - prove aperte d’infelicità, una sorta di singolare discesa nei meandri del romanzo di Tolstoj ricostruito nella sua genesi, dai primi abbozzi alla stesura definitiva. La drammaturgia è di Emanuele Trevi e della stessa Bergamasco, la regia di Giuseppe Bertolucci.
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