Dopo la carrellata nazionale, torna per chi ha la possibilità di viaggiare (anche solo con la fantasia), quella sulla danza di inizio anno nelle capitali europee
Milano , 05/01/2012 -
Appendice internazionale al mini tour di inizio anno per i cultori del teatro di danza. Chi si trova a passare dalle seguenti città europee, non si perda (almeno) una delle seguenti proposte.
PARIGI. Si parte dalla Capitale più amata dagli italiani e dalla sua fastosa Opéra Garnier che ospita, dal 6 gennaio, la gloriosa e storica compagnia del Royal Danish Ballet. Ovvero la depositaria più “gelosa” dello stile franco-danese romantico del grande August Bournonville. In cartellone arriva uno dei gioielli del suo repertorio, Napoli ( 1841) con il suo stupendo gran pas finale fatto di ricami aerei per uomini e donne. Ma attenzione: il nuovo direttore Nikolai Hubbe ha ripensato l'ambientazione in una Napoli anni '50, stile neoverista alla De Sica, tra contrabbandieri e guappi. Lo chock può essere notevole. Ci salverà la danza? (Audace)
Al Theatre de la Ville, dal 12 al 17 gennaio lo spagnolo Israel Galvan presenta il suo ultimo lavoro La Curva, nel quale ancora una volta registra l'esito della sua ricerca legata al rinnovamento del linguaggio teatrale del flamenco. Galvan si può considerare un intellettuale del baile, che eredita dal grande Gades il senso dell'andare all'essenza per investigare le diverse possibilità espressive e dinamiche della danza gitana, al di là del duende. (Sofisticato)
LONDRA. Fino al 22 gennaio al Sadler's Wells in scena Nutcracker! dell'irresistibile Matthew Bourne. Si tratta del nuovo allestimento del primo grande hit del geniale e amabile metteur en danse britannico che ha saputo miscelare cultura alta e pop per un teatro coreografico ad alto tasso spettacolare. Qui si evoca il mondo di Dickens nello squallido orfanotrofio dove Clara e i suoi amici, vessati dal terribile dottor Dross e la sua famiglia, sognano un Natale di chicche e felicità dai colori sgargianti come i musical di Busby Berkeley. Per iniziare l'anno delle grandi celebrazioni per Matthew e la sua New Adventures (25 anni di attività), non c'è spettacolo più significativo. (Nazionalpop)
Al mitico The Place, casa della danza contemporanea britannica e internazionale, dal 6 gennaio praticamente senza soluzione di continuità vanno in scena ben 78 gruppi di danza sperimentale e di ricerca della scena off in un festival-vetrina che negli anni ha lanciato i nuovi nomi della danza contemporanea britannica. Tra questi, due italiani in forza a compagnie inglesi, Giorgio De Carolis ed Elena Zaino, che il 19 presentano il loro lavoro. Emblematico il titolo: Bunga Bunga. (Propositivo)
MADRID. Al Teatro de la Zarzuela, dal 18 gennaio debutto ufficiale di José Martinez, già etoile dell'Opéra, alla guida della Compañia Nacional de Dansa che mira al rilancio dopo il complicato e lungo addio del suo precedente direttore, il fascinoso – e sopravvalutato- coreografo Nacho Duato. Martinez rilancia con un programma in linea con le migliori tendenze della coreografia di oggi: un mixed bill con Artifact II di Forsythe, l'erotico Spectre de la Rose di Prelojcaj, Walking Mad di John Inger. Il nuovo corso della danza contemporanea spagnola può partire da qui. (Inaugurale)
VIENNA. In attesa di vedere la compagnia della Staatsoper, guidata da Manuel Legris, al prossimo Festival di Spoleto con un programma neoclassico (tra cui Marie Antoinette di Patrick de Bana), chi passa per la città asburgica può prendere atto degli ottimi risultati della cura Legris visionando uno dei due “ballettoni” che si alternano fino a metà mese alla Staatsoper. Si può scegliere tra La Bella Addormentata nella versione tradizionalissima di Peter Wright da Petipa o nella proto Sylphide rimontata da Pierre Lacotte da Taglioni. (Blindato)
AMSTERDAM. Allo Stadsshouwburg della città olandese, il 17 e 18 gennaio arriva l'ultimo stupendo lavoro coreografico di Anna Therese de Keersmaeker, che ancora una volta esplora il mistero compositivo della musica antica collaborando con Bjorn Schmelzer e il suo ensemble vocale graindelavoix. Al centro di Cesena, questo il titolo della piece, le partiture musicali del periodo dell'Ars Subtilior trecentesca, qui interpretate corpo e voce da diciannove artisti -danzatori e musicisti ispirati e emozionanti. (Mistico).
GERMANIA. Chiudiamo la ricognizione internazionale di inizio anno con un minitour tedesco tra alcune delle più animate e imponenti realtà coreografiche europee. A BERLINO la compagnia diretta da Vladimir Malakhov è in scena alla Deutsche Oper con la revisione di Patrice Bart dell'eterno Lago dei Cigni fino al 25 gennaio; mentre a WUPPERTAL il Tanztheater Pina Bausch (cui sarà dedicata una integrale delle “Città danzanti” a Londra nel corso delle programmazioni olimpiche) dal 28 propone uno degli ultimi lavori: il gioioso e amorevole Bamboo Blues dedicato all'India. A DRESDA la compagnia del SemperOper, diretta dal giovane e vivace Aaron Watkin (anch'essa a Spoleto nel prossimo luglio), inanella a fine gennaio l'intera trilogia balanchiniana Jewels; mentre a STOCCARDA il 18 e 21 gennaio lo Stuttgart Ballet affianca solisti, opera e coro del Teatro di Stato per l'applaudita versione di Orpheus und Eurydice di Gluck coreografata e con la regia del giovane e bravo Christian Spuck. Ma se volete veramente riempirvi occhi e cuore di emozioni, non perdetevi l'ultima creazione di John Neumeier per l'Hamburg Ballet di AMBURGO, con musiche originali di Michel Legrand per due orchestre: Liliom, dalla commedia di Molnar (5 e 6). Come ha detto Horst Koegler, un “must” per i theaterfreaks con in più una straordinaria Alina Cojocaru per cui Neumeier ha creato lo struggente ruolo di Julie: davvero l'ultima delle grandi tragedienne della danza mondiale.
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