Canadians Do It Better? Se si tratta di folk, spolverato da una morbida allure di cantautorato - il Grande Vecchio Venerabile Leonard Cohen insegna, insieme con Neil Young e Joni Mitchell - probabilmente la risposta è sì. Non stupisce, dunque, che da questo Paese freddo e lontano arrivi uno dei gruppi che ha saputo trarre da entrambe le scuole un grande insegnamento. I Great Lake Swimmers hanno imparato a nuotare nelle acque del Nord con fare cristallino: guidati da Tony Dekker, la band ci trasporta verso orizzonti volutamente rétro, dove un gusto squisito per la melodia e le atmosfere rilassate, lontane dal fragore urbano, possono dare l'illusione di poter vivere una vita in slow motion, in tutta semplicità.
New Wild Everywhere è il loro quinto album in dieci anni, il primo registrato completamente in studio. Think That You Might Be Wrong, posta in apertura del disco, è splendida nel suo vestito di sogno, e amara quanto basta nelle liriche - I never gave you the best part of me, canta Tony Dekker, forse meditando su un amore finito. Molto bella anche la title track, dall'appeal quasi country; The Great Exhale, con un fiddle soffice soffice, accarezza orecchie e cuore; The Ballad Of A Fisherman's Wife è un adorabile ballata in punta di banjo. On The Water, perla acustica che si avvicina all'indie folk dei Fleet Foxes di Helplessness Blues, porta placidamente verso la chiusura del disco, che ruota intorno alla scioglievolezza del francese.
È difficile trovare difetti evidenti in queste tredici canzoni, che blandiscono, sfiorano, placano i tormenti interiori. Forse troppo. Sì, perché a voler essere sinceri, ogni tanto si sente il bisogno di vivacizzare questo panorama dalle tinte pastello, colorato di grigio e rosa. Ma lasciamo questo compito alla prossima occasione.
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