The Walkmen - Heaven

Senza particolari soprese o colpi di scena, la band newyourchese continua per la propria strada festeggiando i dieci anni dal loro debutto discografico regalandoci un nuovo disco che ci riccollega direttamente alle atomosfere del precedente Lisbon facendoci dimenticare due anni di attesa.

Li avevamo lasciati un paio di anni fa che girovagavano per le strade intrise di storia e sole di Lisbon canticchiando Jueveniles e Victory; li ritroviamo ora, a dieci anni precisi dal loro esordio discografico – correva l’anno 2002 e il disco si chiamava Everyone Who Pretended to Like Me is Gone – con un nuovo lavoro in puro stile Walkmen.

Heaven è un album che continua il viaggio della band newyorchese fatto di eleganza rarefatta, di quiete, di voci mai invadenti e di chitarre dal sapore vintage spesso poste in un piano altro rispetto alla voce, come se giungessero da una finestra lasciata aperta da qualche parte in un pomeriggio di fine estate. L’accompagnamento semplice, spesso in fingerpicking è un puro sostegno per le melodie vocali, vere protagoniste di questo lavoro, eteree e cantante spesso a mezza voce da Hamilton Leithauser. Dove è presente, la batteria assume subito un notevole risalto, sopraffacendo spesso la chitarra nei suoi delicati arpeggi. Un deciso gusto per un sound retrò aleggia su questo disco come sui precedenti.

In fin dei conti, stilisticamente non ci si allontana molto dal percorso tracciato in questi dici anni di onorata carriera, non si tentano nuovi spunti ne sperimentazioni insolite, ma ci si appoggia su uno stile consolidato e brevettato, che dà una sensazione di calore come un ambiente conosciuto e amato.
Ci sono anche momenti più movimentati che, senza discostarsi poi molto dagli altri brani, invitano a battere il piede tenendo il tempo, vedi ad esempio Love is luck, Nightingales, Heartbreaker e la titletrack Heaven – dove appunto a farla da padrone è la batteria – e c’è poi la quiete minimalista di Southern Heart e dello strumentale blues di Jerry Jr.’s Tune.

Heaven è a suo modo un disco estivo, non uno di quelli allegri, solari, e scanzonati, ma caso mai un disco quieto e assolato, oserei dire a tratti "sonnacchioso", come una mattina estiva animata da una leggera brezza che presto l’afa spegnerà in un caldo torrido e immobile. Insomma se già siete fans dei Walkmen approderete a questa nuova fatica discografica come a un rifugio sicuro e accogliente in cui fuggire da caos e problemi – del resto cosa vi aspettate da un disco che si intitola Heaven?- senza particolari soprese; se invece ancora non lo siete, bhè, dopo aver ascoltato Heaven lo diventerete presto!


(Francesca Ferrari)

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