Ogni elemento della tacklist ha una sua anima e personalità, così come i suoi autori, ed è capace di sprigionare energia anche senza la spinta della miscelazione
Secondo episodio con il “best of” della serie Dj-Kicks. Dopo l’album del 2006 che raccoglieva il meglio della electro-house di casa K7! della fine dei ’90 e inizio 2000, ora arriva un nuovo capitolo dedicato ai migliori artisti che ci hanno fatto ballare negli ultimi 5 anni. Roba da feticisti del ballo e del dj mix? Non solo.
Il taglio electro-house è netto ma manca l’elemento fondamentale e tipico della serie Dj-Kicks che lo rende un disco appetibile per tutti: come sei anni fa, le 14 tracce di The Exclusives non sono miscelate in una suggestiva nebulosa da dance floor (caratteristica tipica di Dj-Kicks) ma lasciate a brillare da sole come stelle ad indicare la via. Una scelta tanto ardita quanto pericolosa, quasi contro natura, ma che tutto sommato funziona per una compilation celebrativa: a passi di danza si attraversano i territori segnati dai synth di Four Tet in Pockets o l’electro funk di Cromeo in I Can’t Tell You Why (riuscita cover del celebre brano degli Eagles) per scatenarsi sull’irresistibile groove di The Juan MacLean su Feel So Good.
Ogni elemento della tacklist ha una sua anima e personalità, così come i suoi autori, ed è capace di sprigionare energia anche senza la spinta della miscelazione, e questo è l’unico e vero motivo per cui trovarsi in un best-of. Siamo in presenza di “classici” che anno segnato gli ultimi anni della K7!, brani ultra-ballati e conosciuti dal pubblico dell’electro-house e che gli appassionati possono apprezzare anche lontani dalle luci stroboscopiche.
L’ascolto si fa più intenso lungo la scaletta fino a librarsi leggero nei territori inesplorati di Gold Panda in An Iceberg Hurled Northward Through Clouds: un carillon elettronico in cui i suoni e i ritmi si sovrappongono spalancando le porte ad una dimensione intimista e celebrativa che Poket & Kuru riescono a coronare nella final-track Fountainhead. C’è chi potrà rivivere di reminiscenze da dance-floor e chi invece, spalancando le porte della percezione del ritmo, si lascerà trasportare in un viaggio nel tempo della migliore electro-dance degli ultimi anni, la soddisfazione è garantita in entrambi i casi.
di mvdo
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