La magia dei Portishead sul palco del Rock in Roma 2012

La voce di Beth Gibbons e le fini sperimentazioni musicali di Geoff Barrow hanno ammaliato gli oltre cinquemila fan confermando l’altissimo livello della band

Roma , 27 Luglio 2012 -

Un’immersione audiovisiva intima e musicalmente corposa quella dei Portishead, lo scorso 27 giugno sul palco di Rock in Roma. La voce di Beth Gibbons e le fini sperimentazioni musicali di Geoff Barrow hanno ammaliato gli oltre cinquemila fan confermando l’altissimo livello della band.

Ad aprire il concerto tre brani tratti dal loro ultimo album Third. Prima fra tutte Silence, a seguire Hunter e Nylon Smile. In scaletta moltissimi brani dello storico Dummy, tra questi Mysterons, Glory box e Roads, bissata. Versioni live molto vicine alle registrazioni originali, fatta eccezione per Wandering star suonata in modo meno ritmato e con predominanza di voce e sintetizzatore. Degna di nota l’esecuzione di The rip, sempre dall’ultimo disco.Le malinconiche note del brano insieme alla proiezione del videoclip di Nick Uff hanno creato un’atmosfera onirica davvero coinvolgente.

Nel complesso quella dei Portishead è stata una performance di maniera corredata da singolari immagini catalizzatrici dell’esperienza visiva. Carina anche l’idea di riprendere il pubblico reso parte attiva delle visuals: sul palco erano presenti due telecamere che inquadravano i fan delle prime file e li riproiettavano, virati in blu o leggermente riverberati. Sulla scena musicale da quasi 18 anni, i Portishead hanno prodotto solo tre album eppure sono autori di una rivoluzione musicale nell’ambito dell’elettronica. Insieme ai Massive Attack e a Tricky hanno fatto vibrare nel mondo il Bristol sound, più comunemente conosciuto come trip hop inglese. I progetti della band già innovativi tanti anni fa risultano ancora oggi un’assoluta avanguardia.


(Francesca Fiorito)

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