Sì condizionato dell’Enac al Palais Lumière di Cardin

Lo stilista: “In settembre poserò la prima pietra”

Venezia , 26 Luglio 2012 -

"Vedrete, il Palais Lumière non è un bluff. […] In settembre poserò la prima pietra di questo progetto". Queste le parole di Pierre Cardin – stilista nato a Sant'Andrea di Barbarana (TV) – in un'intervista al settimanale francese Le Point, dopo che l’Enac – Ente nazionale per l'aviazione civile – ha detto sì alla costruzione del grattacielo di Marghera. Unica condizione: lo studio tecnico sulla valutazione dei rischi per i veicoli in atterraggio presso lo scalo aereo di Venezia deve dare esito positivo.

Nel caso non fosse così, la costruzione della “Torre di Cardin” sfumerebbe. O meglio, andrebbe in Cina. Ma lo stilista novantenne è ottimista: “Godo di una buona salute e non perdo mai l'entusiasmo e la fiducia in me stesso. L'ambizione è il carburante con il quale si possono realizzare i sogni e a settembre poserò la prima pietra di questo progetto che la Biennale di Venezia mi ha chiesto di esporre - ha proseguito Cardin - Vedrete che non è un bluff”.  “Un progetto faraonico da circa 3 miliardi di euro – aggiunge – Io sarò proprietario del terreno. Gli investitori manifestano già il loro interesse per l'edificio. I lavori dovrebbero durare quattro anni”.

“Ieri – ha dichiarato il nipote dello stilista italo-francese, l'ingegnere Rodrigo Basilicati, responsabile del progetto – c'è stato il primo ok del Consiglio comunale e il sì dell'Enac condizionato all'analisi tecnica di cui si avranno i risultati entro il mese prossimo. L'Enac si è mostrato possibilista. L'analisi ora è puramente tecnica e non più politica. Abbiamo fatto fare uno studio da alcuni esperti di primo piano che dimostra con certezza che il Palais non interferisce con le rotte aeree”.


(Maria Elisa Trovato)

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