I fiori delicati di Raf Simons

Femminilità architettonica e pulita nella prima collezione del designer belga chez Dior, costellata di citazioni garbate e spunti innovativi

Tre modelli della collezione haute couture Dior disegnata da Raf Simons

Parigi , 03 Luglio 2012 -

Un milione di fiori – secondo i bene informati – erano appuntanti alle pareti, a decorare i cinque saloni dell’hotel particulier che ha ospitato lo show. Orchidee, peonie, mimose, rose e narcisi hanno richiesto 72 ore di lavoro complessive, per dare al debutto di Raf Simons (in foto) – alla prima, difficile, prova da Christian Dior – la cornice perfetta entro la quale mandare in scena i suoi 54 abiti couture. Le linee erano rigorose e pulite come ci si aspettava – in particolare dopo i 7 anni di femminilità decostruita e contratta sperimentati da Jil Sander – ma non mancano gli spunti differenti, i ripensamenti di quell’eredità grandissima che la maison francese ha affidato alle sapienti mani del quarantaquattrenne designer belga, dopo la lunga parentesi di John Galliano

È una collezione piena di citazioni del maestro fondatore della griffe, dalla giacca Bar agli abiti di impronta New Look, arrotondati sui fianchi e con l’inconfondibile linea a ruota della gonna; il bustier iper femminile che sovrasta l’abito da cocktail e si contrappone ai top minimali che sfumano in lunghi strascichi dai colori fluo, portati sempre sui pantaloni neri. L’uniformità liquida del colore è interrotta dallo studio di diverse declinazioni, che spaziano dal verde acido, al rosso e al grigio, fino al nero, come a ricordare la provenienza dalla scuola di Anversa dello stilista. Preziosi i dettagli dei modelli in astrakan, opulenti – ma mai “gridati” – i ricami di ispirazione floreale, double face le ultime due uscite, quasi a simboleggiare due universi che si incontrano. Ma non si scontrano mai. 

 


(Silvia Schirinzi)

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