La “prima volta” di Raf Simons da Dior in diretta streaming

La collezione haute couture che segna l’inizio della collaborazione tra la storica maison e il designer belga viene trasmessa lunedì alle 14,30 sul sito della maison e su quello di Elle France

Lo stilista belga Raf Simons

Parigi , 01 Luglio 2012 -

Aria nuova chez Christian Dior. L’arrivo alla direzione creativa della storica maison di Raf Simons, designer belga epigone della rivoluzione minimalista e autore del rilancio di un brand legato alla modernità come Jil Sander, ha portato una ventata di novità alla griffe. Dopo il cambio di location della sfilata, ufficializzato pochi giorni fa, che ha portato all’abbandono del quartier generale di avenue Montaigne a cui è stato preferito un hotel dal nome esotico situato su avenue d’Iena, Shangri-La, ecco un’altra decisione destinata a far discutere.

Benché non sia certo una novità assoluta, anche  per le griffe più titolate, la curiosità di assistere al debutto nella haute couture dello stilista 44enne originario di Neerpelt – piccolo centro al confine con i Paesi Bassi –  ha spinto la maison a programmare la diffusione in diretta streaming della sfilata, che sarà trasmessa lunedì a partire dalle 14,30 sul sito del magazine della casa, Diormag oppure su quello dell’edizione francese di Elle.

Alla faccia di chi, forse troppo frettolosamente, aveva dato per morta l’alta moda, questo settore di nicchia un tempo appannaggio di una ristretta minoranza di teste coronate e “sciure” di varia nazionalità, torna a richiamare il grande pubblico. Grazie al Web e agli imperanti smartphone, chiunque potrà assistere a un evento che un tempo avrebbe fatto della sua riservatezza e “sacralità” l’emblema di uno status altolocato.

Intendiamoci, cambiano i referenti – le teste coronate della vecchia Europa lasciano il posto a quelle di esotici regni orientali e le “sciure” con residenza a Londra, Berlino o New York devono dividere gli strapuntini con bellezze piuttosto “evidenti” che parlano dialetti caucasici, cinesi o indiani – ma non mutano le prerogative di censo. In altre parole, nessuno si illuda: guardare sì, ma per “toccare” occorre comunque disporre di un conto in banca tutt’altro che popolare… Insomma, chi si accontenta, gode.


(Eleonora Giuffrè)

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