Il rischio maggiore per La cosa era quello di creare un mostro informe, un replicante senza senso capace solo di copiare le buone idee del primo, memorabile film di John Carpenter. L’idea iniziale dei produttori era infatti quella di realizzare un remake dell’horror fantascientifico del 1982 con Kurt Russell ma, citando gli stessi autori, sarebbe stato “come mettere i baffi sulla Monna Lisa”.
Anche se non è molto chiaro dal titolo, La cosa non è un remake ma un prequel in cui vengono svelati i particolari che il film originale, per molte ragioni - non esclusivamente tecniche - lasciava soltanto intuire. Certo, gli effetti speciali di oggi offrono possibilità che nel 1982 solo si sognavano, ma questo non rende La cosa 2012 un film migliore, anzi: proprio perché si affida molto alle nuove tecnologie, il film di Matthijs van Heijningen Jr. è incapace di creare la tensione che permeava tutto il primo capitolo tenendo il pubblico inchiodato alla poltrona. E poi, siamo sinceri, nessuna delle immagini di questo prequel eguaglia la scena del defibrillatore del film originale, nemmeno la sbandierata sequenza della doppia-mutazione.
Nonostante i suoi limiti, questo prequel svela molto sull’origine del mostro mutante permettendosi anche qualche finezza non scontata con ripercussioni da thriller: purtroppo non riesce mai a toccare i picchi del primo capitolo proseguendo tra omaggi a film di genere come Alien (ma per quello ora arriva Prometheus) e giocando fin troppo sull’abusata contrapposizione fuoco-ghiaccio tipica dei film ambientati nel big-white.
Chi non ha ancora visto il film originale può tranquillamente restare a casa e dedicarsi all’home-video lasciando le domande aperte a fine visione alla mercé della propria fantasia, facilmente troverà più soddisfazione.
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