Oltre due ore che scorrono via piacevolmente senza far sentire il peso del tempo e senza un grammo di noia
Durante un compito di routine, un agente segreto viene ucciso, perdendo una preziosa valigetta il cui contenuto potrebbe scatenare una guerra nucleare.
L’unico modo per scongiurare il pericolo è quello di entrare al Cremlino e, in meno di 4 ore, rubare delle preziose informazioni senza essere scoperti: missione impossibile? No, se a capo dell’organizzazione c’è Ethan Hunt. Non tutto, però, andrà come previsto e Mister Tom Cruise/Hunt si troverà alle prese con una bomba nel cuore del potere sovietico e la brutta nomea di "terrorista internazionale". Grazie alla tecnologia d’avanguardia, al limite della fantascienza, e ad un gruppo di collaboratori pronti a tutto per portare a casa il risultato, riuscirà a passare indenne attraverso tempeste di sabbia a Dubai, una killer bellissima che ama i diamanti, quattro salti sul grattacielo più alto del mondo e colpi di scena a ripetizione.
Il quarto atto della pellicola, ispirata all’omonima serie televisiva, poteva essere un salto nel buio, rischiando non solo un action movie privo di idee originali e noiosi déjà vu ma di annoiare, con gli echi da guerra fredda e rivalità storiche tra Stati Uniti e Unione Sovietica, un pubblico assuefatto oramai allo spettacolo del 3D in cui spesso la storia rimane sullo sfondo in favore di effetti speciali.
Dopo il raffinato Brian De Palma, il metodico John Woo e l’introspettivo J.J. Abrams, ecco che con Brad Bird (Ratatouille) l’azione si carica soprattutto di emozioni umane e molta, molta ironia.
Mission Impossibile, protocollo fantasma, infatti, viaggia sul filo dell’improbabile ma credibile grazie allo humor intelligente dai tempi perfetti, giocando in modo sapiente con i luoghi comuni dell’agente segreto tutto-d’un-pezzo. La carta vincente di Bird, oltre a una sceneggiatura di grande mestiere, è l’affiatato gruppo di attori che non sono semplici spalle dell’atletico e tonico Tom Cruise ma veri e propri comprimari, a cominciare da Simon Pegg (Burke & Hare, ladri di cadaveri).
La scena clou che sottolinea in modo perfetto l’uso sapiente di questa comicità sottile è quella di seduzione tra la bella agente (Paula Patton, Precious) al servizio di una giusta causa e il miliardario pericoloso, dove lo charme molto bond girl lascia il passo a un buffo duetto che rovescia in modo umoristico il desueto repertorio amoroso degli 007.
Quando una pellicola di genere come questa, di ben 132 minuti, scorre via piacevolmente senza far sentire il peso del tempo e senza un grammo di noia, si può tranquillamente affermare che la Mission.. è decisamente riuscita!
di Silvia Levanti
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