George Clooney è perfetto interprete di una storia familiare toccante che potrebbe fargli guadagnare l'ambito Oscar come protagonista
Nei film di Alexander Payne non esistono eroi o antieroi, esistono persone: persone straordinariamente piene di difetti, capaci degli slanci più nobili come dei gesti più riprovevoli, ma anche figure ricche di grande umanità e sensibilità pronte a cambiare di fonte alle prove della vita. In Paradiso amaro il paesaggio umano non cambia: un padre assente di fronte alla lenta ma inesorabile scomparsa di una moglie fedifraga cerca di tenere insieme i pezzi di una famiglia da tempo fuori controllo, a partire dall’arrabbiata figlia adolescente ancora irrisolta nel suo rapporto con la madre. Un vero groviglio di sentimenti rinchiusi in un dolore ineluttabile da cui tutti i protagonisti dovranno liberarsi per riprendere le redini della propria vita.
Un percorso che Alexander Payne sceglie di scoprire per gradi, così come giorno dopo giorno il tempo riesce a curare le ferite: dallo squallore iniziale degli uffici, delle sale riunioni in cui si frammentano ricordi e proprietà, si arriva alla bellezza della natura, ad un ritorno alle origini che è anche un recupero di valori, di unità familiare, di felicità. Questa evoluzione è incarnata perfettamente da un cast ben scelto per affrontare questa storia e, oltre ad un George Clooney capace di emozionare dal riso al pianto, lascia il segno la prova della giovane Shailene Woodley, fino ad oggi conosciuta solo per la serie tv La vita segreta di una teenager americana. In questi due personaggi, nei loro scontri, nei loro incontri e nella loro capacità di accettare una realtà crudele, si risolvono molte delle dinamiche del film che, non solo grazie alle interpretazioni, sa regalare momenti di grande trasporto senza cadere nel facile sentimentalismo.
Di certo Paradiso amaro è un bel film, ben girato ed interpretato, ma che sia la miglior pellicola dell’anno è discutibile. C'è da dire che se nel 2005 con una vicenda sporca come Syriana George Clooney si guadagnò il suo primo Oscar (come non protagonista), il retrogusto amaro di questo Paradiso potrebbe regalargli la statuetta dell'Academy più ambita per un attore, quella di miglior attore protagonista.
di mvdo
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