Guillermo Del Toro produce questo remake ispirato ad un racconto di Edgar Allan Poe: un classico horror dalle atmosfere dark e decadenti
Le cose sepolte devono rimanere tali… per sempre. Quale migliore lezione da un film horror. Dalla mente di Guillermo Del Toro rinasce questo horror datato 1973 ed ispirato ad un racconto di Edgar Allan Poe, I Topi nel Muro.
Un horror classico con tutta una serie di elementi cari all’immaginario del regista spagnolo che, per l’occasione, ha vestito il ruolo di produttore e sceneggiatore lasciando il timone di regista all’esordiente Troy Nixey: dalle ambientazioni gotiche e dark alla presenza del medium-bambina, tutto gira secondo tradizione con un crescendo di tensione e orrore che non delude gli amanti del genere (senza nemmeno esaltarli). Alcune sequenze non potranno non ricordarvi il miglior Dario Argento e l’incombenza di un destino ineluttabile e terribile ricalcano le pagine più riuscite dello scrittore del terrore.
Anche il cast, con la pericolosa presenza di Katie Holmes, è all’altezza del compito e riesce a creare la giusta chimica per un racconto di questa ispirazione: su tutti spicca la performance della piccola Bailee Madison nei panni di Sally, la cui innocenza e ingenuità sono fondamentali per rendere credibile una storia che procede in modo lineare, senza grandi slanci, ma con l'intento di tenere inchiodato lo spettatore alla poltrona per la solita ora e mezza.
Un horror la cui forza nasce proprio dalle atmosfere in bilico tra il decadente e l’antico in cui il tempo sembra essere sospeso tra una vecchia illustrazione e una macchina fotografica dal gusto vintage.
Chi ha paura del buio resti nella luce, l’oscurità potrebbe abbracciarvi e non lascarvi andare mai più.
di mvdo
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