Nastri D'Argento 2012: regia e film, per i giornalisti il migliore è Paolo Sorrentino

 Ogni anno a Taormina il sindacato nazionale dei giornalisti cinematografici, SINGCI,  assegna i Nastri d’Argento, riconoscimento ancor più emblematico per registi e attori perché arriva dai famigerati e incontentabili critici. Giunto alla 66ma edizione il premio ha avuto quest’anno come trionfatore assoluto Paolo Sorrentino, Nastro come regista di quello che è stato decretato miglior film del 2011-2012, This Must Be The Place, pellicola controversa, girata tra Irlanda e Stati Uniti con protagonista un grande Sean Penn, e tutt’altro che dal facile approccio popolare ma dallo straordinario fascino cinematografico a dimostrazione della conquista definitiva dei palcoscenici internazionali da parte dell’autore napoletano. Il film di Sorrentino ha ricevuto anche due importantissimi premi tecnici, a Luca Bigazzi per la splendida fotografia e a Stefania Cella per la scenografia. Il Nastro come miglior regista esordiente è andato a Francesco Bruni per Scialla!. 

Commedia dell’anno Posti in Piedi in Paradiso di Carlo Verdone che come al solito nei suoi lavori fa rendere appieno gli attori, e dimostrazione lampante sono i premi ricevuti da Micaela Ramazzotti (protagonista) e Marco Giallini (non protagonista). I due hanno avuto riconosciuta la loro bravura anche per altre interpretazioni dell’anno trascorso, la Ramazzotti per Il Cuore Grande delle Ragazze di Pupi Avati, lo straordinario Marco Giallini (a mio parere una delle più felici scoperte del cinema italiano degli ultimi anni) per ACAB di Stefano Sollima. Altro interprete del film di Verdone è Pierfrancesco Favino che non sarà stato premiato per Posti in Piedi in Paradiso ma ha ricevuto riconoscimenti per tutti gli altri ruoli portati sullo schermo negli ultimi mesi: miglior protagonista per ACAB di Sollima e Romanzo di una Strage di Giordana e Personaggio dell’Anno per l’insieme delle sue fatiche compreso L’industriale di Montaldo (ma io non dimenticherei nemmeno il doppiaggio del protagonista de Il Primo Uomo di Gianni Amelio). Attrice non protagonista la brava Michela Cescon per il ruolo della moglie dell’anarchico Pinelli in Romanzo di Una Strage.

I veterani Rulli e Petraglia hanno visto premiata la sceneggiatura che hanno scritto con Marco Tullio Giordana per una delle opere più importanti di questa stagione, Romanzo di Una Strage, mentre Federica Pontremoli e Ferzan Ozpetek l’hanno spuntata per il soggetto di Magnifica Presenza, idea originale e intrigante forse non sfruttata appieno da una messinscena comunque premiata anche per i costumi di Alessandro Lai.  Significativo il Nastro d’Argento come miglior produttore a Domenico Procacci, Fandango, per il coraggio nell’aver deciso con Daniele Vicari di girare Diaz, il film in assoluto più discusso dell’anno per aver raccontato il drammatico episodio del pestaggio dei manifestanti ad opera della polizia nella scuola Diaz durante il G8 di Genova nel 2001; opera premiata anche per il montaggio di Benni Atria e per il sonoro in presa diretta di Ugolinelli e Palmerini. Il musicista Franco Piersanti è stato premiato per ben due colonne sonore, Terraferma di Crialese e Il Primo Uomo di Gianni Amelio, e la cantante Elisa ha vinto il Nastro come miglior canzone originale per Love is Requited scritta da Andrea Guerra e Michele Von Buren per il film Un Giorno Questo Dolore Ti Sarà Utile di Roberto Faenza.

Nastro dell’Anno a Cesare Deve Morire dei fratelli Taviani, già trionfatori a Berlino. I riconoscimenti per le opere straniere sono andate per il miglior film europeo al pluripremiato The Artist di Michel Hazanavicius, mentre come pellicola extraeuropea il Nastro è andato al sottovalutato Drive di Nicolas Winding Refn, per me uno dei lavori più sorprendenti della stagione. Numerosi i premi speciali in questa edizione dei Nastri d’Argento: a Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo il Nastro d’Oro per il lavoro fatto con la scenografia di Hugo Cabret di Martin Scorsese già premiata con l’Oscar; ai fratelli Vanzina per l’anniversario del loro esordio come autori nella commedia italiana; a Posti in Piedi in Paradiso per essere stato il film che ha maggiormente valorizzato un tema sociale (le problematiche degli uomini divorziati); a Giuseppe Fiorello il Nastro per l’eleganza e lo stile innovativo nella qualità; agli attori Andrea Osvart e Andrea Bosca come giovani talenti per le loro interpretazioni in Maternity Blues e Magnifica Presenza con menzioni speciali per Filippo Scicchitano protagonista di Scialla! e per l’attore feticcio di Crialese, Filippo Pucillo, bravissimo in Terraferma.

Laura Delli Colli, presidente del Sindacato Nazionale dei Giornalisti Cinematografici ha dichiarato che nonostante la stagione appena trascorsa abbia fatto registrare un notevole calo di spettatori nelle sale, la produzione cinematografica italiana ha dimostrato il suo buono stato attraverso opere di pregevole qualità capaci di affrontare temi d’impegno e d’attualità, e ha visto aumentare l’apprezzamento del mercato internazionale; in tal senso va letto il Nastro Speciale Europeo assegnato in questa 66a edizione al regista Matteo Garrone, reduce dal successo a Cannes del suo Reality.


(Pasquale De Renzis)

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