Jeff Wall: la fotografia tra cinema e pittura.

Il MoMA, santuario dell’arte contemporanea, rende omaggio a Jeff Wall, che ha cambiato il modo di intendere e realizzare la fotografia.

Il MoMA di New York dedica a Jeff Wall una retrospettiva imponente per rendere omaggio a chi ha cambiato negli ultimi decenni il modo di intendere e realizzare la fotografia.
Circa 40 foto, realizzate dagli anni Ottanta a oggi, per ripercorrere il genio creativo dell’ artista canadese.

I lavori di Jeff Wall sono piccoli film, sia nella costruzione meticolosa di un set in cui "girare" la scena che verrà immortalata, sia nell’allestimento dell’opera stessa. Per primo Wall inaugurò, con incredibile successo, l’uso dei lightbox (cornici retroilluminate) che ricordano la proiezione cinematografica ma rispetto al semplice schermo hanno una forte presenza nello spazio, quasi fossero delle statue.

A questo Wall, sin dagli esordi, unisce un’immensa cultura storico-artistica e iconografica, che lo porta a rileggere in chiave (post)moderna e diversamente mediatica, grandi opere del passato. Ispirandosi a Manet o Delacroix, allestisce interni che dalla pittura hanno preso in prestito le strutture, le misure e il senso della costruzione. Aggiungendo giochi di ruolo, falsità svelate, sconforti e violenze tipiche della contemporaneità.

Solo a metà degli anni Novanta, Wall abbandona i grandi set per stringere il campo sui particolari, belli e brutti, della vita. Uno sguardo sul marginale, sul dimenticato, che lascia i colori e si tinge di bianco e nero.

La retrospettiva, curata da Peter Galassi e Neal Benezra, approderà, dopo la tappa nella Grande Mela, all’Art Institute of Chicago per chiudere, nel prossimo inverno, presso il San Francisco MoMa.

MoMA, New York
dal 25 febbraio al 14 maggio 2007

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