femminista, arte

Termine riferito all'arte che affronta questioni specificatamente legate all'identità e all'esperienza delle donne. Come movimento ebbe origine negli ultimi anni Sessanta del Novecento, in parallelo con il movimento delle donne. Non è associato a nessuno stile o mezzo in particolare, ma piuttosto è interessato a un raggio d'azione che mira a dare alle donne un giusto spazio nel mondo e specialmente nel mondo dell'arte, che le artiste femministe considerano come pesantemente polarizzato a favore degli uomini. La maggior parte di questi sforzi sono stati collettivi -per esempio nell'organizzazione di mostre (dedicate tanto a rinvigorire la reputazione delle donne artiste del passato quanto a promuovere l'opera delle donne artiste del presente), nell'organizzare dei corsi in relazione con l'arte delle donne e nella pubblicazione di riviste, molte delle quali sono state pubblicate dai primi anni Settanta. Parte dell'arte femminista è stata abbastanza tradizionale nella rappresentazione -per esempio i dipinti di Sylvia Sleigh (1916) (vedi Alloway), nei quali stereotipi di vecchia data del nudo sono ribaltati presentando figure maschili come oggetto di diletto erotico femminile. D'altra parte, molta arte femminista usa tipologie espressive dell'avanguardia; infatti, molte artiste femministe ritengono che le forme tradizionali siano corrotte da una società patriarcale e tendono perciò a essere interessate alle forme più nuove, come l'arte delle performance e la video arte.
L'immaginario dell'arte femminista spesso si concentra sulla sessualità, sia nel celebrare l'erotismo femminile sia nell'attaccare la violenza sessuale maschile; un altro tema ricorrente è il matriarcato. Un parte dell'arte femminista, poi, è più interessata alla tecnica che ai contenuti della figurazione. Infatti un aspetto importante del movimento è stato il desiderio di ravvivare l'interesse per le forme artistiche come la produzione dei quilt (coperte lavorate a patchwork) che si basano su capacità tradizionalmente considerate come femminili e alle quali è stato dato generalmente poco prestigio in confronto alle 'belle arti'. Questo ritorno all'artigianato è sottolineato in quello che è probabilmente il più noto emblema dell'arte femminista, The Dinner Party (1974-79, per la Flower Corporation) dell'americana Judy Chicago (1939): un happening nel quale più di cento donne (e anche qualche uomo) lavorarono insieme a una complessa opera di pittura su porcellana e di ricamo: il risultato ha la forma di un tavolo da pranzo triangolare con 39 posti a sedere, ognuno dei quali rappresenta una donna importante nella civiltà occidentale. The Dinner Party è stato ammirato da un vasto pubblico in molte sedi negli USA e altrove (la sua prima esposizione ebbe luogo al Museo di Arte Moderna di San Francisco nel 1979, quando attirò 100.000 visitatori in tre mesi).

La scheda:

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